Martedì 29 settembre il Comitato Genitori Garaventa–Don Gallo ha organizzato un piccolo presidio ai Giardini Luzzati, coinvolgendo insegnanti, genitori, bambini e bambine, in solidarietà con quanto accaduto alla scuola Daneo e con la mobilitazione del suo Comitato Genitori.
Un messaggio semplice e molto chiaro: nessuno e nessuna è escluso dalla scuola.
Il presidio nasce anche dalla volontà di contestare le nuove misure approvate dal Governo Meloni sulla composizione delle classi. Il decreto prevede, a partire dall’anno scolastico 2027/2028, un limite del 30% nelle classi prime per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana: nella primaria riguarda chi non è nato in Italia o non ha frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; nelle secondarie chi non ha frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema scolastico italiano. Il Governo presenta la misura come uno strumento per favorire l’integrazione ed evitare le cosiddette “classi-ghetto”; la scelta è stata però contestata da una parte del mondo della scuola e da forze politiche e sociali, che ne sottolineano i possibili effetti discriminatori. (Integrazione Migranti)
Al presidio ha aderito anche Il Ce.Sto, proseguendo una storia che dura da più di cinquant’anni nel Centro Storico di Genova, fatta di collaborazione con le scuole, sostegno educativo ai bambini e alle famiglie e costruzione quotidiana di percorsi di inclusione.
Le scuole del Centro Storico sono da sempre scuole di frontiera. Ed è proprio per questo che hanno bisogno di strumenti, risorse, educatori, insegnanti e comunità capaci di accompagnarle, non di meccanismi che rischino di separare i percorsi dei bambini sulla base della loro provenienza.
Per noi l’inclusione è precisamente lo strumento attraverso il quale si combattono i ghetti.
È una convinzione che attraversa tutta la storia educativa del Ce.Sto: tenere insieme agio e disagio, condizioni sociali, provenienze e culture differenti. Fare incontrare bambini e ragazzi che hanno storie diverse perché possano imparare gli uni dagli altri e crescere insieme.
La diversità, quando viene accompagnata da una scuola forte e da una comunità educativa presente, può diventare una risorsa.
Per questo contrastare il razzismo significa anche continuare a difendere una scuola pubblica capace di non lasciare indietro nessuno e di offrire a tutti e tutte gli strumenti educativi e formativi necessari.
Quella di oggi ai Giardini Luzzati è stata una piccola iniziativa, ma racconta una grande idea di scuola e di comunità.





