Come da tradizione, anche quest’anno Il Cesto ha celebrato la ricorrenza dei Santi e dei Morti con una grande festa dedicata ai bambini e alle bambine. Lunedì pomeriggio, 2 novembre, si è tenuta Sguar(d)ini, l’edizione ridotta di Sguar(d)i: un appuntamento che il centro d’aggregazione del Cesto, insieme ai Giardini Luzzati, ha voluto dedicare al Día de Muertos messicano, una tradizione che accoglie il ricordo delle persone care attraverso i colori, le offerte, la condivisione e la gioia dello stare insieme.
La partecipazione è stata altissima e la felicità dei bambini ha dato senso a tutto il lavoro di preparazione. Dentro questa festa, però, c’era anche un’intenzione educativa precisa: offrire uno spazio in cui avvicinarsi al tema della morte, dare parola all’assenza dei nonni e delle altre persone care, condividere ricordi e trovare un modo per esprimere emozioni e paure che spesso fanno fatica a emergere.
Scegliere questa modalità di celebrare la ricorrenza racconta qualcosa dell’identità del Cesto e del suo approccio pedagogico. La festa diventa un’occasione per accompagnare i bambini nell’incontro con una dimensione delicata della vita, attraverso linguaggi accessibili, esperienze condivise e la presenza degli educatori. Un momento che può aiutare a dare forma alla mancanza, custodire i legami e sentirsi meno soli davanti a ciò che spaventa.
È anche il senso del lavoro interculturale che attraversa ogni giorno il centro d’aggregazione. Bambini e bambine con origini familiari in Italia, in Africa, in Sud America e in tante altre parti del mondo hanno condiviso una tradizione messicana, incontrando un modo diverso di vivere una domanda che riguarda tutti. Le differenze diventano così una risorsa educativa: permettono di ampliare lo sguardo, conoscere altri linguaggi e costruire significati comuni.
Nell’altare delle offerte realizzato da Cristina Cavalli trovavano posto anche le fotografie di Domenico “Mimmo” De Simone e Piero Montoli, due figure importanti nella storia del Cesto, scomparse ormai da alcuni anni. Un modo per tenerne viva la presenza nella memoria della nostra comunità e far incontrare quella storia anche ai più piccoli.
Sguar(d)ini si inserisce nel percorso quotidiano del centro d’aggregazione: il doposcuola, le attività pomeridiane, le relazioni e le esperienze attraverso cui offrire ai ragazzi stimoli e strumenti per conoscere se stessi, comprendere il mondo e scegliere con maggiore consapevolezza.
Sotto la direzione pedagogica di Valentina Giovine, con il lavoro di tutti gli educatori e le educatrici coordinati da Pietro Ciuffardi, questa festa ha reso visibile l’idea di educazione che la cooperativa continua a coltivare negli anni: prendersi cura della crescita dei bambini, dare spazio alle loro domande e costruire una comunità capace di accompagnarli.



























